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Fiscalità

FISCO

A livello tributario, il Codice Fiscale Romeno (Legge 571/2003) è entrato in vigore nel gennaio 2004 e regolamenta le seguenti materie: imposte sul reddito d’impresa, imposta sul reddito delle persone fisiche residenti e non residenti, imposte sui redditi conseguiti da non residenti e dalle rappresentanze di società non residenti, Iva, accise e tasse locali.
Negli anni successivi alla sua adozione, il Codice Fiscale ha subito importanti modifiche, le cui ultime più importanti sono avvenute in corrispondenza con l’entrata in UE della Romania. Negli ultimi anni, inoltre, è stata inglobata all’interno del Codice Fiscale anche la normativa che disciplina gli obblighi dei contributi previdenziali e quelli relativi l’assistenza sanitaria. E’ inoltre attualmente in vigore il regime fiscale dedicato alle cosiddette “microimprese”, che nasce come opzione di favore per i contribuenti e che nel tempo si è trasformato in regime obbligatorio per alcune realtà.
E’ prevista un’aliquota unica del 16% per le persone fisiche e giuridiche, senza la presenza di studi di settore e parametri per le imprese di minori dimensioni, corrispondenti alle PMI in Italia. Per le microimprese l’aliquota è del 3%.
Esiste la disciplina madre-figlia sui dividendi di società di diritto rumeno, i soci persone giuridiche pagheranno le imposte (previste nei Paesi UE in cui risiedono) sul 5% del dividendo incassato mentre per i soci persone fisiche le persone giuridiche rumene dovranno trattenere e versare una ritenuta convenzionale del 10%.
Con l’Italia è stata stipulata la Convenzione per evitare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito, approvata con la Legge n. 680 del 18/10/1978.

LEGISLAZIONE

Fondamentale nella normativa in materia societaria è la Legge n. 31 del 1990, con successive modifiche ed emendamenti a seguito dell’adesione all’ UE, nonché il Nuovo Codice Penale e del Nuovo Codice di Procedura Penale, rispettivamente la Legge n. 187/2012 e n, 255/2013.
Ai sensi dell’art. 1, comma 1, della Legge n. 31/1990, per svolgere attività a finalità lucrative, le persone fisiche e giuridiche possono costituire società aventi personalità giuridica, nel rispetto delle disposizioni di legge.
Le forme societarie sono sostanzialmente quelle previste dalla normativa italiana:
– società in nome collettivo;
– società in accomandita semplice;
– società per azioni;
– società in accomandita per azioni;
– società a responsabilità limitata.
Per le S.n.c. e le S.a.s. vigono le stesse regole in materia di responsabilità per le obbligazioni sociali previste nella legislazione italiana: responsabilità solidale ed illimitate in capo a tutti i soci per la S.n.c. ed in capo ai soli accomandatari per la S.a.s., responsabilità limitata al valore del conferimento per gli accomandanti.
La responsabilità nella S.a.p.a. segue le stesse regole previste per la S.a.s. con riferimento alle azioni possedute da ogni singolo socio.
Per quanto concerne la S.p.A. e la S.r.l. i soci sono responsabili fino al valore delle azioni, o rispettivamente, delle quote possedute.
Per quanto riguarda la costituzione delle società, in generale, è opportuno sottolineare alcuni aspetti:
1) ai sensi dell’art. 5, comma 6, Legge 31/1990, riformato, prevede che l’atto costitutivo è redatto in forma di scrittura privata e sottoscritto da tutti i soci, o per pubblica sottoscrizione da parte dei soci fondatori. La norma rende non necessario l’intervento di notai e avvocati al momento della stipula degli atti, salve le ipotesi in cui la legge prevede espressamente il contrario. Si ritiene, tuttavia, preferibile il ricorso ad un avvocato per la c.d. “data certa” dell’atto, o ad un notaio (in questo caso si parlerà di atto pubblico);
2) ai sensi del comma 7 del suddetto articolo l’atto costitutivo acquista data certa dal momento della registrazione presso il Registro delle Imprese;
3) l’articolo 17, comma 4, stabilisce che la registrazione della società, così come il cambio sede sociale, dovrà avvenire presso il Registro delle Imprese, attraverso la presentazione di una serie di documenti. Ai sensi del comma 4 dello stesso articolo, si prevede che presso la stessa sede potrà operare più di una società solo se l’immobile, per sua struttura e superficie utilizzabile, garantisca il funzionamento di più società in stanze distinte o in spazi separati ottenuti per suddivisione. Il numero di società operanti in un immobile non può superare il numero di stanze o spazi separati ottenuti per suddivisione.

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